L’interpretazione del contratto e il collegamento negoziale

Pubblicato: 28 ottobre 2014 da Marco Scialdone in News

copia1. Con la disponibilità sul mercato di molteplici diversi supporti informatici, con capacità molto diverse fra loro, alla stregua dei principi di certezza del diritto e di tutela dell’affidamento, i “costi” del servizio di copia e certificazione dei dati utili alla difesa in giudizio non possono certamente essere riferiti alla insindacabile scelta dell’Amministrazione giudiziaria circa il tipo ed il numero di supporti da utilizzare.

2. In considerazione della “virtualizzazione” della memorizzazione dei dati (mediante supporti di capacità superiore alle esigenze) e del loro trasferimento (anche telematico e tendenzialmente istantaneo), ed alla luce della possibilità, allo stato della tecnica, di procedere in via contestuale ed automatica alla loro “certificazione” di conformità, alla stregua di un criterio di ragionevolezza e proporzionalità il “costo” non può essere parametrato al numero degli accessi effettuati o alla quantità dei dati effettivamente estratti, mentre costituisce certamente un “costo” l’approntamento ed il presidio delle strumentazioni informatiche e telematiche (hardware e software) necessarie per garantire l’attuazione delle norme di legge sul nuovo processo telematico, ma anche sia per consentire lo svolgimento del “servizio” in favore degli utenti del servizio giustizia che si avvalgono di tale possibilità, costo che il medesimo T.U. approvato con DPR n. 115 del 2002, sulle spese di giustizia già quantifica, sia pure con riferimento al solo strumento all’epoca utilizzabile, cioè il CD, che al contrario dei nuovi supporti aveva una capacità limitata e richiedeva uno specifico intervento meccanico (e quindi un costo) ai fini della duplicazione di ciascun supporto, in Euro 295,16. Leggi il seguito di questo post »

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Il 22 maggio 2014, i principali esperti italiani di digitalizzazione discuteranno a Roma delle più importanti tematiche digitali che coinvolgono pubbliche amministrazioni, imprese, professionisti ma anche semplici cittadini.

Tutto questo succederà a DIG.Eat – Save the Data , edizione 2014 dell’annuale evento ANORC (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione digitale dei documenti), che si terrà presso il Centro congressi Fontana di Trevi di Roma (Piazza della Pilotta, 4). Per partecipare gratuitamente alla manifestazione è necessario iscriversi sul sito dell’evento entro il 20 maggio.
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 imageCome procede la prima fase di applicazione del regolamento Agcom sul diritto d’autore online?

Tutto bene, almeno a sentire quanto riferito oggi dal Presidennte Agcom, Angelo Cardani, intervenuto al convegno “Internet 2.0″ presso l’Università Europea di Roma: “come primo bilancio si può dire che non abbiamo imbavagliato nessuno e non abbiamo compresso il diritto di espressione di alcuno. Naturalmente, non ci sono risultati eccezionali, non abbiamo eliminato la pirateria ma i risultati sono graduali”.

Cardani ha, poi, ricordato che grazie al regolamento Agcom l’Italia é uscita dalla black list statunitense relativa ai paesi “pirata” (il c.d. Report 301). “Ovviamente non abbiamo adottato il regolamento per compiacere il governo americano, ma é un riconoscimento che fa piacere”.

Ma di che numeri stiamo parlando? Stando a quanto riferisce Cardani le richieste arrivate ad Agcom sarebbero appena 22 (3 casi per opere musicali, 9 per fotografie, 2 per ebook, 8 per audiovisivi).

Insomma, verrebbe da dire: tanto rumore per nulla. Sarà vero?

A questo link potete ascoltare l’intervento integrale di Cardani https://www.dropbox.com/sh/b15nybmqj64yznr/AAAECFNiLjFxaGbRk8wKxRppa