Archivio per febbraio, 2009

di Andrea Lisi () e Simonetta Zingarelli ()

Il nuovo articolo 2215bis del codice civile italiano prevede l’apposizione della marcatura temporale e della firma digitale ogni tre mesi per la regolare tenuta informatica di libri, repertori e scritture. Ma cosa intende il legislatore per “marcatura temporale”? Siamo sicuri che questo termine si riferisca alla “marca temporale”? (altro…)

di Telesio Perfetti

L’articolo è apparso orginariamente in “Digitalia. Rivista del Digitale nei beni culturali”, ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico), Roma, anno III, Numero 1, 2008, pag. 50 e ssgg.

Abstract: Nel novembre 2001, presso la Duke University School of Law  si tenne una conferenza  che aveva quale tema centrale il “pubblico dominio”, ovverosia l’insieme delle opere dell’ingegno di carattere creativo che, spirata la tutela patrimoniale accordata ai rispettivi autori, entrano a far parte del materiale liberamente fruibile dalla collettività, senza che alcuna autorizzazione preventiva risulti più necessaria per la loro utilizzazione.
In quel contesto si discusse da un lato del ruolo centrale del pubblico dominio rispetto all’accesso alla cultura e, dall’altro, della necessità di ridefinirne la nozione sì da ampliarne i tradizionali confini.
A sette anni di distanza, le tematiche allora trattate non solo restano di assoluta attualità ma, se possibile, si arricchiscono di ulteriori temi di discussione, primo fra tutti quello della necessità della salvaguardia del pubblico dominio nei confronti della continua espansione della tutela autorale in ambienti digitali.
In tale contesto si impone con forza una riflessione sul rapporto intercorrente tra l’implementazione di Digital Rights Management Systems (DRMS) e la salvaguardia dell’ambiente culturale di cui le opere di pubblico dominio costituiscono elemento essenziale.

Download: Digital Rights Management Systems e opere di pubblico dominio: un difficile binomio

Il Ministero dell’Istruzione, Università e ricerca ha emanato una circolare avente ad oggetto “Adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/2010”.

Si segnalano, in particolare, i seguenti vincoli cui attenersi per l’adozione dei libri di testo:

a) la cadenza pluriennale (ogni cinque anni per la scuola primaria e ogni sei per la scuola secondaria di I e di II grado) per l’adozione dei libri di testo;
b) la non modificabilità delle scelte da parte degli insegnanti e della scuola nell’arco dei due periodi previsti;
c) la restrizione della scelta ai libri di testo a stampa per i quali l’editore si sia
impegnato a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio, fatta salva la possibilità per l’editore di trasformare il medesimo libro di testo nella versione on linescaricabile da internet o mista. Il vincolo della non modificabilità del libro di testo da parte dell’editore per il periodo indicato non può avere decorrenza anteriore alla data di emanazione della legge 30 ottobre 2008, n. 169.
d) la progressiva transizione ai libri di testo on line o in versione mista a partire dalle adozioni relative all’anno scolastico 2009/2010 in relazione alla disponibilità di proposte editoriali. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista.

I vincoli indicati, chiarisce la circolare,  si applicano per le nuove adozioni di libri di testo per l’anno scolastico 2009-2010, non per le conferme.

Download: circolare n. 16 del 10 febbraio 2009

L’impresa partecipante ad una procedura concorsuale per l’aggiudicazione di un appalto pubblico può accedere nella forma più ampia agli atti del procedimento di gara  ivi compresa l’offerta presentata dalla impresa risultata aggiudicataria, senza che possano essere opposti motivi di riservatezza, sia perché una volta conclusasi la procedura concorsuale i documenti prodotti dalle ditte partecipanti assumono rilevanza esterna, sia in quanto la documentazione prodotta ai fini della partecipazione ad una gara di appalto indetta dalla Pubblica Amministrazione esce dalla sfera esclusiva delle imprese per formare oggetto di valutazione comparativa essendo versata in un procedimento caratterizzato dai principi di concorsualità e trasparenza (altro…)